Per facilitare la lettura del testo abbiamo realizzato un piccolo glossario dei termini tecnici, agronomici e non, presenti nel testo.
E’ il fenomeno per il quale la pianta, per effetto dalla scarsa consistenza dei suoi tessuti verdi, si piega su un lato, coricandosi al suolo. E’ conseguenza, spesso, della filatura degli steli. Il danno è determinato dall’impossibilità di raccogliere le piante allettate (cereali) o dall’insorgere di marciumi provocato dal contatto dei frutti col terreno (pomodoro e altre ortive da frutto).
Nemici naturali (parassiti o predatori) di insetti o agenti patogeni delle piante coltivate. Il loro impiego, basato sull’immissione periodica di individui in ambienti che ne risultino poveri, è una delle pratiche basilari della cosiddetta lotta biologica, termine con cui si definisce l’insieme delle tecniche di controllo delle avversità delle colture basate esclusivamente sull’uso di organismi viventi.
Dalle radici greche anthropos (uomo) e sophia (conoscenza), scienza spirituale fondata da Rudolf Steiner (1861 – 1925) che si pone come percorso di conoscenza, che guida lo spirito dell’uomo verso lo spirito dell’universo.
L’antroposofia introduce un metodo conoscitivo che conduce alla ricerca delle leggi che stanno alla base della vita, dell’anima e dello spirito, nell’uomo e nella natura. Le idee di Steiner hanno radici nella fioritura della cultura tedesca che diede come risultato da una parte le filosofie trascendenti di Hegel,??Fichte e Schelling, e dall’altra le opere poetiche e scientifiche di Goethe, sulle quali Steiner lavorò lungamente.
L’antroposofia è una via della conoscenza che vorrebbe condurre lo spirituale che è nell’uomo allo spirituale che è nell’universo (R. Steiner). Le speculazioni dell’antroposofia trovarono applicazione in svariati campi, tra cui: architettura, agricoltura, pedagogia, medicina, religione.
Batteri del suolo in grado di operare la fissazione dell’azoto atmosferico o azotofissazione, ovvero la riduzione dell’azoto molecolare dell’atmosfera (N2) in azoto ammoniacale (NH3). In questa forma l’elemento è disponibile per la sintesi delle molecole biologiche, a cominciare dalle proteine. Esistono azotofissatori simbionti e non simbionti. Questi ultimi, per lo più appartenenti ai generi Clostridium e Azotobacter, sono presenti in quasi tutti gli ambienti acquatici o terrestri.
Tra i simbionti, cosiddetti appunto perché vivono in simbiosi con alcuni tipi di piante, i più comuni sono quelli appartenenti al genere Rhizobium, che si sviluppano all’interno di particolari formazioni (i noduli) formatisi sugli apparati radicali delle leguminose, alle quali cedono azoto ammoniacale in cambio di zuccheri, prodotti dalla pianta ospite attraverso il processo della fotosintesi. Grazie a questo meccanismo, la coltura di una leguminosa rilascia al terreno più azoto di quanto ne assimili.
Fitopatia del pomodoro, prodotta da un batterio del genere Corynebacterium. Relativamente alla sua pericolosità per l’uomo, vale quanto detto per le virosi. Potrebbe essere efficacemente controllato da trattamenti con antibiotici, che però sono vietati in Italia. Una discreta azione antibatterica preventiva è svolta dai rameici.
Proprio dei colloidi. Sostanze che, in associazione ad una fase disperdente (a esempio, acqua), formano miscugli che presentano proprietà intermedie tra quelle delle soluzioni, omogenee, e quelle delle sospensioni, eterogenee.
Le soluzioni sono limpide e presentano proprietà continue (es. acqua e sale da cucina); le sospensioni sono torbide e con proprietà discontinue, ma stabili (es. acqua e amido); le sospensioni presentano proprietà discontinue ed instabili (es. acqua e olio). I colloidi possono trovarsi allo stato disperso (sol) ed allo stato coagulato (gel); in molti di essi, il passaggio da uno stato all’altro è determinato dalla variazione della quantità relativa della fase disperdente (es. acqua). Questi colloidi, allo stato di gel, presentano, generalmente, un grande potere di ritenzione idrica.
Fertilizzante confezionato in pellet, cilindretti di alcuni millimetri di diametro, ottenuti dal miscuglio di materiale eterogeneo e successiva pressatura e passaggio attraverso una trafila. E’ una delle modalità di confezionamento più diffuse per i fertilizzanti organici industriali, ottenuti dalla lavorazione di sottoprodotti dell’industria alimentare o di altra provenienza.
Viene molto utilizzata anche dall’industria mangimistica.
Varietà incolore e trasparente di quarzo, noto anche come Quarzo ialino, che si trova di solito in cristalli distinti. Il quarzo è un minerale costituito da biossido di silicio, o silice (formula SiO2), diffuso in tutto il mondo, sia all’interno di vari tipi di rocce, sia in forma di depositi puri.
Letteralmente: feci, escrementi. In agronomia, l’insieme delle deiezioni solide e liquide (feci e urine) di animali in allevamento è utilizzato, spesso, come per base per l’ottenimento di fertilizzanti organici. In senso strettamente tecnico, infatti, per letame dovrebbe intendersi il prodotto della fermentazione delle deiezioni animali solide e liquide assieme alla lettiera (generalmente paglia).
Minerali costituiti da alluminosilicati di potassio, sodio, calcio e occasionalmente bario.
Componenti essenziali di molti tipi di rocce, come granito, gneiss e basalto, si trovano in cristalli singoli o in masse. I feldspati sono i più abbondanti fra tutti i minerali e rappresentano quasi la metà del volume di tutta la crosta terrestre. In conseguenza dell’azione dell’acqua, si alterano facilmente in un particolare tipo di argilla noto col nome di caolino, molto usato nell’industria ceramica (porcellana), oltre che della cartaria e dei coloranti.
Sviluppo vegetativo anomalo, che si manifesta con allungamento ed assottigliamento eccessivo degli steli e dei fusti delle piante erbacee. E’ provocato da semine e trapianti troppo fitti, con la conseguenza che le piante si allunganoalla ricerca della luce, o da eccessi di azoto e di acqua d’irrigazione, che determinano una spinta vegetativa troppo energica e squilibrata, con conseguente mancato consolidamento dei tessuti.
Piccolo insetto (Frankliniella occidentalis) della famiglia dei Tripidi, di origine americana, introdotto in Europa alla fine degli anni ottanta. Gli adulti, di circa 1 mm di lunghezza, sono muniti di stiletto boccale e si nutrono della linfa delle piante ospiti. Il danno principale è, però, dovuto alla diffusione di virus. Nei primi anni della sua penetrazione in Italia ha prodotto effetti devastanti, provocando virosi epidemiche sul pomodoro, che hanno determinato la quasi scomparsa della coltura in alcune aree tradizionali, come la Campania. E’ molto pericoloso, in generale, sulle colture in serra.
Una delle membrane sierose che rivestono l’intestino; esso, in particolare, è in rapporto con le pareti interne dell’addome e permette all’intestino il mantenimento della sua posizione.
Sono metalli ad elevato peso specifico, tossici già a basse concentrazioni. Tra essi ricordiamo il mercurio (Hg), il cadmio (Cd), l’arsenico (As), il cromo (Cr), il tallio (Tl), il piombo (Pb). Sono componenti naturali della crosta terrestre.
Alcuni metalli pesanti, quali rame (Cu), selenio (Se), zinco (Zn), sono presenti in tracce nel nostro organismo e sono essenziali come regolatori del metabolismo. Tuttavia, a concentrazioni più alte possono produrre effetti tossici.
Inoltre, anche quegli elementi che non hanno azione tossica acuta, danno luogo al fenomeno della tesaurizzazione o bioaccumulazione, che indica un aumento nel tempo della concentrazione nell’organismo, fino ad oltrepassare i limiti della tossicità.
La causa principale degli accumuli di nitrati nelle acque profonde è l’abuso di fertilizzanti azotati in agricoltura.
L’agente è Spilocea oleaginea (altrimenti detta Cycloconium oleaginum). Colpisce soprattutto le foglie, provocando la formazione di macchie grigiastre ad anelli concentrici, che richiamano le ocellature della coda del pavone. Il danno è dovuto alla riduzione dell’attività fotosintetica e, di conseguenza, dell’energia vegetativa della pianta. Nei casi più gravi si può avere la caduta delle foglie attaccate (filloptosi).
Copertura del suolo mediante teli plastici o residui vegetali, allo scopo di evitare lo sviluppo delle erbe spontanee infestanti, proteggere i frutti dal contatto col terreno (fragola), limitare l’evapotraspirazione del suolo, limitando, così, i consumi idrici.
Letteralmente: costituito da specie, essenze vegetali diverse. E’ riferito generalmente a pascoli o prati costituiti da un’associazione di essenze foraggere diverse, in cui siano rappresentate necessariamente le graminacee, per il loro apporto zuccherino, e le leguminose, per il loro apporto proteico. I pascoli, essendo coperture vegetali naturali, sono quasi sempre polifiti, mentre questo aspetto diviene più rilevante per i prati, termine con cui in agronomia si definiscono le coltivazioni poliennali di foraggere.
Principio attivo tradizionalmente utilizzato contro una famiglia di fitopatie (malattie delle piante) note col nome di peronospora, che attaccano diverse specie di interesse agrario e principalmente vite, solanacee (pomodoro, patata, tabacco), lattuga, brassicacee (cavolo e affini), cucurbitacee (zucca, melone e simili). Il solfato di rame (CuSO4) si può considerare il primo fitofarmaco della storia, essendone stata provata l’efficacia, in associazione con l’Idrossido di calcio o calce spenta (la cosiddetta poltiglia bordolese), come antiperonosporico della vite già dall’Ottocento. I rameici sono comunque attivi anche contro molte altre affezioni fungine. Agiscono per contatto e non hanno capacità di penetrazione nei tessuti vegetali, quindi, di norma, sono poco pericolosi per il consumatore; ma, oltre ad avere un’azione deprimente sull’attività fotosintetica e sulla vegetazione, vengono facilmente dilavati e lasciano nel suolo residui di rame che è un metallo pesante ad azione tossica, quindi altamente inquinante.
Malattia batterica dell’olivo, molto comune in Italia. E’ provocata dal batterio Pseudomonas savastanoi ed è favorita dalle potature, in quanto il parassita riesce a penetrare solo attraverso ferite.
Tecnica di fertilizzazione, consistente nella realizzazione di una coltura erbacea che, una volta giunta a maturità, non viene raccolta, ma trinciata ed interrata, allo scopo di arricchire di sostanza organica il suolo. Le colture più comunemente usate sono le leguminose (ad esempio, favino), per la loro capacità di fissare l’azoto atmosferico, per effetto dell’attività di batteri che vivono in simbiosi con le radici delle stesse. In tal modo, dopo tale pratica, il suolo risulterà, senza alcuna concimazione, più ricco anche in azoto, oltre che in sostanza organica, di quanto fosse prima della coltura.
Proprio dell’humus, relativo all’humus. Ad esempio, acidi umici vengono genericamente definiti alcuni dei costituenti più tipici dell’humus maturo, prodotti della demolizione della materia organica ad opera degli organismi decompositori del suolo.
Malattie delle piante prodotte da virus. Gli agenti patogeni sono altamente specifici, quindi la loro presenza non comporta alcun rischio per l’uomo o gli animali. La loro pericolosità sta nel fatto che, in pratica, per talifitopatie, non esiste terapia, ma solo profilassi.