E’ costituito dalle deiezioni fresche senza aggiunta di paglia o altro materiale vegetale (la cosiddetta "fatta");

deve essere fresco, di ottima qualità e appena prelevato; è prodotto da vacche alimentate su pascoli polifiti coltivati in biodinamica; il letame deve essere quello autunnale, prodotto dalla brucatura dei prati al risveglio vegetativo: deve cioè essere un materiale vivo.
Vanno scelti buoni corni di vacca (non di toro) e riempiti con la fatta, in autunno. Quindi, una volta scelto con molta cura il sito migliore dell’orto, il più fertile, con la migliore esposizione, i corni vengono interrati.

I primi mesi sono molto delicati: quando inizia l’attività microbica all’interno della buca, va tenuta attentamente sotto controllo la fase umida, evitando gli eccessi che possono turbare l’equilibrio umido e quindi il processo di trasformazione.
Se piove troppo, cioè, si copre il sito di interramento con un telo. I corni restano interrati tutto l’inverno, quando è molto importante che rimangano esposti a freddi invernali intensi (gelo, neve), che favoriscono una più intensa trasformazione nella natura della materia umica.
A primavera inoltrata il preparato è pronto. Si scava, si dissotterrano e si svuotano i corni:

il letame è oramai completamente trasformato in humus, il suo volume si è ridotto alla metà ed ha perso completamente l’odore di stallatico, di letame, acquisendo odori nobili, molto fini, di terra, di sottobosco.
Il corno letame viene deposto in casse di rame circondate da torba

e nel caso del 500 preparato vengono ulteriormente inseriti tutti i preparati da cumulo.